Bologna gioisce per la prima vittoria dell’Australia: decisivi Williams, Mote e Smith. La Slovenia risente dei postumi del ko con il Brasile. Finisce 3-2

Bologna, 23 settembre 2018 – La Slovenia per riprendersi dopo la batosta con il Brasile che l’ha esclusa dalla corsa al primato che vale l’accesso diretto alla Final Six, l’Australia per la gloria: ovvero per provare a conquistare quanto meno il primo set della seconda fase del FIVB Men’s World Championship, dopo essersi presa il premio di squadra simpatia da parte di Bologna. Sono gli obiettivi con cui nel pomeriggio, in un Paladozza nuovamente sold out, con 5.250 presenti, si presentavano in campo Slovenia e Australia, intenzionate ad onorare fino in fondo il mondiale. Senza reali obiettivi agonistici, la gara vive di alti e bassi e a raggiungere il traguardo che si era prefissata è l’Australia, che trascinata da Williams, Mote, Smith e Walker vince la prima partita della sua seconda fase, nonché il primo tiebreak della tre giorni bolognese.
I postumi del ko tutt’altro che indolore con i verdeoro si fanno sentire per la banda di Kovac, che entra in campo senza la verve che l’aveva contraddistinta nelle uscite delle prime due giornate. L’Australia non ha nulla da perdere ed è decisa a regalarsi un’uscita di scena da protagonista. Riparte dagli equilibri costruiti con il Belgio, con i mancini Carrol e Walker in campo e con la panchina che offre spettacolo ad ogni time out e trascina il pubblico. E’ l’entusiasmo a fare la differenza nei primi scambi, ma pure difesa e battuta australiana che mettono in crisi la ricezione e la costruzione di gioco sloveno. I ragazzi di Labedew toccano il massimo vantaggio sull’11-6, trascinati anche da Carrol, dai primi tempi e dai muri di Mote e Passier.
La Slovenia reagisce e rientra in partita rientrando sul 16-14. Urnaut, Cebulj e Gasparini scaldano i motori in attacco, Pajenk e Kozamernik rispediscono al mittente a suon di muri un paio di attacchi di Carrol e di Williams, che entra a partita in campo al posto del capitano ma ripagato con la stessa moneta. La Slovenia incrina le certezze dell’Australia, che ci mette pure un paio di errori grossolani, compresa un’incompresione tra Peackock e Smith e la banda di Kovac sorpassa e si porta 20-17.
E’ un diesel la Slovenia, ma una volta scaldato il motore non si ferma e chiude il parziale 25-23 con una schiacciata di Urnaut.
L’Australia però non molla e chi la dura la vince: riparte forte anche nel secondo set portandosi 9-14 e 10-18, con Williams che registra l’attacco (top scorer del set con 7 punti). Entra in ritmo anche Smith (7 punti anche per lui), che sale di colpi, mentre la Slovenia smarrisce la voglia di lottare ed esce dalla partita. Obiettivo raggiunto per la squadra di Lebedew, che festeggia il primo set vinto (25-20) sull’errore in battuta di Kozamernik.
Kovac prova a cambiare qualcosa e nel terzo set parte con Stern nel ruolo di opposto per uno spento Gasparini: il giocatore lo ripaga, la Slovenia si rimette in moto, perché non avrà più obiettivi, ma ha orgoglio e gli australiani, un po’ appagati, con il fiato sul collo degli avversari che ritrovano battuta e muro-difesa, si smarriscono. Urnaut firma la prima fuga (10-7), Stern la alimenta (15-10) e Urnaut e compagni tornano a mettere la freccia: 25-19 e 2-1 nei parziali.
L’altalena di emozioni continua, gli alti e bassi pure. Nel quarto set la Slovenia tira il freno a mano e l’Australia inizia a credere di poter raddoppiare il bottino di set e giocarsi la vittoria. Walker, Mote e Smith tornano a martellare, la Slovenia ci mette pure qualche errore di troppo e la squadra di Lebedew fugge sul 21-16, chiudendo poi 25-22 con Williams, che rimanda il verdetto al tie break.
L’Australia sente ormai il profumo della vittoria e non si ferma: i muri di Walker e Mote scavano il solco (8-6), in casa Slovenia subentra la frustrazione: Stern Urnaut e Cebulj non bastano e Walker, protagonista assoluto del quinto set, completa l’opera. L’Australia va in fuga sul 12-8 e chiude nel tripudio

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